Il Signore degli Anelli:
Le due Torri

Intervista a Christopher Lee

In Le Due Torri ritorna in campo, più potente che mai, Saruman il Bianco, stregone degli Istari e signore di Isengard. A interpretare questo ruolo il mitico Christopher Lee, che a ottant’anni può vantarsi di essere apparso in quasi trecento tra film e telefilm. Grande appassionato della trilogia di Tolkien, che rilegge ogni anno, Lee è di recente apparso in “Star Wars Episodio II – L’attacco dei cloni” nel ruolo del Conte Dooku.
Pensa che sia possibile individuare paralleli fra il mondo descritto da “Il Signore degli Anelli” e quello di “Guerre Stellari”?
"No, perché il primo si svolge sulla Terra e il secondo nello spazio. L’unico parallelo è il fatto che entrambi sono veri e propri kolossal. Aver partecipato a queste due saghe così importanti per la storia del cinema è stato un grande onore e un enorme privilegio, soprattutto considerata la mia veneranda età".
Cosa pensa di Le Due Torri?
"Mi è piaciuto moltissimo, anche se purtroppo una mia scena con Grima Vermilinguo, a mio parere molto importante per lo sviluppo della vicenda, è stata tagliata. Ma sono cose che succedono".
Come ha affrontato il suo personaggio?
"Ci sono alcune differenze fondamentali. In “La Compagnia dell’Anello” il linguaggio di Saruman ha una cadenza molto lenta, ipnotica. E se in Le Due Torri lo stregone bianco parla con voce normale perché ha raggiunto il controllo del suo esercito, in “Il Ritorno del Re” la parlata riprende quella cadenza ipnotica nel tentativo di convincere e controllare gli altri con la frase, ripetuta con insistenza, “Perché non possiamo raggiungere la pace?”".
La vedremo anche in “Harry Potter” nel ruolo che fu di Richard Harris?
"Non mi è mai stato chiesto di far parte del cast di quei film. Sarò invece di sicuro nel prossimo “Guerre Stellari”".
Che cosa pensa del revival della fantasy?
"È un genere di cui sono accanito sostenitore da quasi quarant’anni. Ultimamente è di nuovo di gran moda, soprattutto fra i ragazzi, perché è una fuga dalla quotidianità, un viaggio in un mondo magico. Penso che “Il Signore degli Anelli” abbia lo stesso valore letterario dell’“Odissea”".
Pensa che Le Due Torri sia più violento rispetto a “La Compagnia dell’Anello”?
"Ci sono scene molto paurose e violente, per esempio con gli Uruk-hai e durante la battaglia del Fosso di Helm. Ma non si vede mai sangue, che invece abbonda in maniera, a parer mio, spropositata e disgustosa in tanti altri film".

Peppe Orrù per Film Tv 2/2003