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Il Signore degli
Anelli:
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Peter Jackson |
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Abbiamo incontrato Peter Jackson a Parigi
alla vigilia dell’anteprima europea di Le
Due Torri. "In questo film – afferma il regista - ci sono molti momenti di ironia e di humour, assenti nei libri di Tolkien. È stata una decisione resa necessaria dal fatto che questo capitolo della trilogia è molto più sinistro e cupo rispetto al precedente. I nostri eroi devono affrontare la pressione esercitata dalle forze del Male che stanno diventando sempre più forti". Quali sono state le difficoltà nel girare un film che inizia dove finiva il precedente? "Non dobbiamo dimenticarci che “Il Signore degli Anelli” è un film della durata di nove ore di cui Le Due Torri rappresenta l’atto centrale. Non è dunque stato difficile girarlo, quanto trovare il modo di immergere subito il pubblico nella storia senza fare una sorta di riassuntino e concludere il film con una fine degna di questo nome. Penso che abbiamo raggiunto quest’ultimo scopo con la battaglia del Fosso di Helm. Certo la conclusione della storia centrale, ovvero la distruzione dell’Anello da parte di Frodo, è rimandata al prossimo film, ma alcuni dei temi periferici vengono risolti, per esempio la vicenda del popolo di Rohan". È stato difficile gestire le varie storie principali, oltre alle numerose vicende secondarie? "Siamo ovviamenete partiti dall’opera di Tolkien, che però non offre una direzione per quanto riguarda la trasposizione sul grande schermo, perché il libro ha una struttura più semplice, con la vicenda di Aragorn nella prima parte del testo e quella di Frodo nella seconda. Abbiamo dovuto, per esempio, sviluppare e approfondire la psicologia dei vari personaggi, consolidando la figura di Aragorn. In Le Due Torri Aragorn diventa il personaggio principale. Nel primo film i riflettori sono senza ombra di dubbio puntati su Frodo, mentre nel secondo Aragorn, una sorta di eroe restio, diventa il protagonista principale, almeno per quanto riguarda le vicende d’azione. Frodo invece è l’eroe della vicenda psicologica, in quanto il film descrive ciò che sta succedendo nella sua psiche a causa della crescente influenza dell’Anello. Ma in “Il Ritorno del Re” (terzo capitolo, ndr.) Frodo ridiventa il personaggio principale, e anche il ruolo di Sam acquista più spessore". Peppe Orrù per Film Tv 2/2003 |